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	<title>Editrice il Sirente</title>
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		<title>Benvenuti nella &#8220;nostra&#8221; Hillbrow. Parola di Phaswane Mpe</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 13:56:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#124; L&#8217;Opinione delle libertà &#124; Mercoledì 24 agosto 2011 &#124; Maria Antonietta Fontana &#124; Il libro mi ha sorpreso e sconvolto al tempo stesso. Sorpreso perché avevo vissuto personalmente ad Hillbrow tra novembre e dicembre 1984, quando mi trovavo in Sud Africa per effettuare una ricerca di mercato per conto dell’ICE. A quell’epoca Hillbrow, quartiere residenziale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sirente.wordpress.com&amp;blog=2854958&amp;post=304&amp;subd=sirente&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">| <a href="http://www.opinione.it/articolo.php?arg=14&amp;art=103527">L&#8217;Opinione delle libertà</a> | Mercoledì 24 agosto 2011 | <a href="mailto:ma.fontana@hotmail.it">Maria Antonietta Fontana</a> |</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.sirente.it/9788887847307/benvenuti-a-hillbrow-phaswane-mpe.html"><img class="alignleft" style="margin-right:10px;border:black 2px solid;" title="Benvenuti a Hillbrow : Phaswane Mpe" src="http://www.sirente.it/book/9788887847307.jpg" alt="" width="100" height="158" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Il libro mi ha sorpreso e sconvolto al tempo stesso. Sorpreso perché avevo vissuto personalmente ad Hillbrow tra novembre e dicembre 1984, quando mi trovavo in Sud Africa per effettuare una ricerca di mercato per conto dell’ICE. A quell’epoca Hillbrow, quartiere residenziale posto sulla collina che sovrasta l’altopiano su cui si erge Johannesburg, era una sorta di punto di incrocio di etnie diverse, a prevalenza bianca: erano ancora gli anni dell’apartheid, ma ad Hillbrow &#8211; che era sorta negli Anni Settanta come zona residenziale “borghese” &#8211; già si leggevano i segni di un cambiamento.<br />
Personalmente alloggiavo nella parte ebraica del quartiere, e per raggiungerla a piedi avevo vissuto anche le mie brave disavventure (un inseguimento da parte di un criminale a scopo di rapina? Di stupro? Di tutt’e due? Chissà… Fortunatamente riuscii a raggiungere il mio alloggio prima che egli raggiungesse me).<br />
Il quartiere che manteneva ancora, oltre al suo cosmopolitismo, una caratteristica progressista e anche intellettuale, era già sottoposto a quel processo di degrado, dovuto soprattutto a una pianificazione miope e carente, che nel corso del tempo lo ha trasformato in una zona pericolosa, decaduta, intrisa di criminalità, abitata da una popolazione invisibile, se non per la propria abietta povertà.<br />
Eppure, la Hillbrow post-apartheid descritta da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phaswane_Mpe">Phaswane Mpe</a> nel suo libro resta un luogo affettivamente attraente: non è un caso che il titolo in inglese del libro suoni “<a href="http://www.sirente.it/9788887847307/benvenuti-a-hillbrow-phaswane-mpe.html">Welcome to our Hillbrow</a>”: quell’ “our”, “nostro”, ci dice tutto a proposito del rapporto tra il quartiere e i suoi abitanti.<br />
Che poi nell’Hillbrow di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phaswane_Mpe">Mpe</a> si evidenzi il profondo odio xenofobo, l’intolleranza razziale che era tipica dei rapporti inter-razziali all’interno del Sud Africa, perfino tra le diverse etnie di colore originarie del luogo, anche prima del crollo del regime di segregazione; o ancora il devastante diffondersi dell’AIDS facilitato dalla promiscuità sessuale; tutto questo non influisce minimamente sull’affetto per Hillbrow, che non è più solo luogo geografico, ma che diventa luogo dell’anima.<br />
Su tutto, l’arte di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phaswane_Mpe">Mpe</a> : una sorta di canto dispiegato, una ballata cantilenante, che culla il lettore con amara dolcezza, fa fiorire sotto il suo sguardo i vari personaggi, li accompagna mano nella mano fino alla loro morte annunciata: il suicidio di Refentše e la preannunciata morte di Refilwe a causa dell’AIDS che pure si “respirano” attraverso tutte le pagine del libro, e ne costituiscono il fil rouge, sono vissute senza il pathos del dramma.<br />
Dalla prima pagina del libro sappiamo che il protagonista non è più tra noi, ma continua a costituire l’interlocutore cui idealmente l’io narrante dello scrittore onnisciente (che pure c’è e non c’è, non assurge mai al rango di giudice, ma si limita a un dialogo continuo con i suoi personaggi) si rivolge.<br />
Non è soltanto un libro coraggioso, quello di Mpe: è un piccolo grande libro, la cui prosa originale e leggera cela una considerevole forza, un messaggio dirompente, un grido di allarme.<br />
Mpe si ribella alla realtà decadente della Hillbrow, mostro tentacolare, in cui vive soltanto sette anni prima del proprio suicidio gettandosi dal ventesimo piano del palazzo in cui abita, ma di cui ama l’aspetto cosmopolita e gli spunti continui di riflessione.<br />
Mpe porta avanti la propria campagna contro gli stereotipi e i pregiudizi, di qualsiasi tipo essi siano. E che Refilwe trascorra un periodo tra la morte di Refentše e il ritorno alla nativa Tiraganlong (ritorno per morirvi, appunto) ad Oxford è emblematico di quel che Mpe vuole dirci: ciascuno di noi ha la propria personale Hillbrow con cui fare i conti, e il rischio dell’umanità del ventunesimo secolo è quello di vivere estraniandosi dalla propria realtà.<br />
Il nostro pericolo, insomma, è quello di non riconoscere le nostre stesse radici, di fermarci alle apparenze, di non sapere andare oltre.<br />
Grazie all’editore, dunque: bella iniziativa, questa traduzione, e bella edizione seppure con qualche refuso di troppo.<br />
Mi resta un dubbio però.<br />
Perché, nella pur pregevole traduzione in italiano, è sparito dal titolo proprio quel riferimento così prezioso alla “nostra” Hillbrow?</p>
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		<title>Amore e morte a Johannesburg</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 13:29:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#124; Il Manifesto &#124; Martedì 1 novembre 2011 &#124; Maria Paola Guarducci &#124; Phaswane Mpe, «Benvenuti a Hillbrow» Duro, imperfetto e appassionato, il romanzo di Mpe unisce uno stile visionario e a tratti canzonatorio alle ambientazioni da realismo sociale tipiche della letteratura sudafricana Scomparso nel 2004 a soli 34 anni, Phaswane Mpe era un promettente scrittore [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sirente.wordpress.com&amp;blog=2854958&amp;post=299&amp;subd=sirente&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">| <a href="http://mobile.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20111101/manip2pg/11/manip2pz/312565/">Il Manifesto</a> | Martedì 1 novembre 2011 | Maria Paola Guarducci |</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.sirente.it/9788887847307/benvenuti-a-hillbrow-phaswane-mpe.html"><img class="alignleft" style="margin-right:10px;border:black 2px solid;" title="Benvenuti a Hillbrow : Phaswane Mpe" src="http://www.sirente.it/book/9788887847307.jpg" alt="" width="100" height="158" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phaswane_Mpe">Phaswane Mpe</a>, «<a href="http://www.sirente.it/9788887847307/benvenuti-a-hillbrow-phaswane-mpe.html">Benvenuti a Hillbrow</a>» Duro, imperfetto e appassionato, il romanzo di Mpe unisce uno stile visionario e a tratti canzonatorio alle ambientazioni da realismo sociale tipiche della letteratura sudafricana</em></p>
<div style="text-align:justify;">
<p>Scomparso nel 2004 a soli 34 anni, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phaswane_Mpe">Phaswane Mpe</a> era un promettente scrittore sudafricano che, al pari del coetaneo Sello Duiker, morto suicida appena un mese dopo Mpe, è diventato emblema tragico delle difficoltà nelle quali dimorano le nuove generazioni del paese. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phaswane_Mpe">Mpe</a> e Duiker (ma anche Yvonne Vera, scomparsa quarantenne nel 2005 nel confinante Zimbabwe) sono stati sconfitti da mali noti, Aids e depressione, ai quali il Sudafrica non ha offerto sinora risposte concrete e strade percorribili, preferendo ad esse la via immediata del pregiudizio e dell&#8217;isolamento. Questi autori lasciano in eredità poche opere, ma folgoranti e lucide, in cui espongono, talora persino con ironia, quella stessa sofferenza che ha segnato il loro vissuto.</p>
</div>
<div>
<div>
<div style="text-align:justify;">Poeta, giornalista, autore di racconti usciti su riviste e ora raccolti e pubblicati in volume in Sudafrica, Mpe insegnava Letteratura africana all&#8217;Università di Witwatersrand (a Johannesburg), dove si era laureato nel 1996, l&#8217;anno prima di conseguire un Master in editoria in Inghilterra (alla Oxford Brookes). Benvenuti a Hillbrow (trad. it. di Enrico Monier, Il Sirente, 2011, pp. 138, euro 15) è l&#8217;unico romanzo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phaswane_Mpe">Mpe</a>: un romanzo duro, imperfetto ma anche appassionato, che unisce uno stile visionario e a tratti canzonatorio alle ambientazioni da realismo sociale tipiche della tradizione letteraria sudafricana. La storia narrata si radica e si anima nella topografia del quartiere più interessante e più in crisi di Johannesburg, Hillbrow; un tempo zona di soli bianchi, oggi luogo ibrido, meta degli immigrati dal resto dell&#8217;Africa, sovrappopolato, labirintico, degradato, brulicante di vita ma anche segnato dalla morte e dalla violenza. La rappresentazione di Hillbrow è forse il punto di forza di questo romanzo, e nel reticolato fitto delle strade di questo quartiere respingente per molti e accogliente per altri vengono tracciati i vizi e le virtù della città postcoloniale attraverso una campionatura di personaggi eterogenei che ricorda le gallerie di caratteri dickensiane.<br />
Come già nel bel Si può morire in tanti modi! di Zakes Mda (Edizioni e/o, 2008), connazionale di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phaswane_Mpe">Phaswane Mpe</a>, per il quale costituisce un punto di riferimento dichiarato, ad accogliere il lettore di <em><a href="http://www.sirente.it/9788887847307/benvenuti-a-hillbrow-phaswane-mpe.html">Benvenuti a Hillbrow</a></em> c&#8217;è una sorta di noi-narrante (il titolo originale del romanzo sarebbe Benvenuti nella nostra Hillbrow), onnisciente sul passato e anche sul futuro dei personaggi della storia, ai quali si rivolge familiarmente con un inconsueto «tu». Questa voce, già di per sé peculiare, racconta le vicende di un gruppo di giovani approdati ad Hillbrow dalla provincia e da altre parti dell&#8217;Africa da un punto di vista altrettanto curioso: l&#8217;aldilà, un non-luogo che consente di vedere le vicende terrene con un distacco obbligato che in realtà ne rivela le fatali interconnessioni. All&#8217;apertura del romanzo, capiamo che il protagonista, il giovane e malinconico Refentse, è già morto; gran parte della narrazione, dunque, ricostruisce in retrospettiva gli eventi della sua vita fino al suicidio, nella foggia della cronaca di morte annunciata, intrecciandoli in una trama di eros e thanatos con le storie di altri personaggi destinati a ricongiungersi a lui in Paradiso.<br />
Droga, violenza, povertà, omofobia, xenofobia, misoginia, superstizione, dilagare irrefrenabile di Hiv/Aids, contrasto tra la «tradizione» dei villaggi e i nuovi stili di vita della metropoli costituiscono il tessuto quotidiano che provoca il costante e ineluttabile spaesamento di cui sono attori e vittime le giovani generazioni rappresentate in questo romanzo.<br />
<em><a href="http://www.sirente.it/9788887847307/benvenuti-a-hillbrow-phaswane-mpe.html">Benvenuti a Hillbrow</a> </em>ha alcuni limiti, soprattutto nella parte finale e nell&#8217;invenzione di un paradiso che si connota come il solo luogo in cui sia consentito riflettere e confrontarsi (troppo tardi, quindi, sembra voler dire Mpe); ciò nonostante il romanzo in Sudafrica è già un «classico». In modo postumo, come i suoi personaggi, anche Mpe ha aperto infatti la strada a un approccio riflessivo e critico, si spera non intempestivo, verso il processo di ricostruzione della nazione, che a quasi vent&#8217;anni dalla fine del regime appare sempre più tarato sull&#8217;arricchimento di pochi sulla pelle di molti. Le parole di questo scrittore hanno l&#8217;effetto di una doccia fredda sul caloroso, legittimo ma anche accecante entusiasmo del dopo-apartheid. In particolare, l&#8217;attenzione rivolta alla discriminazione e al disprezzo che molti sudafricani disagiati, spesso neri, rivolgono ai migranti del resto dell&#8217;Africa, molto illumina su dinamiche note anche alle nostre latitudini.<br />
Quest&#8217;opera di Mpe esce nella collana «<a href="http://www.sirente.it/catalogo/collana-diritto.html">Comunità alternative</a>» della casa editrice <a href="http://www.sirente.it">il Sirente</a>. Se lodevole è l&#8217;iniziativa di spostare il centro del mondo dando giustamente rilievo alle letterature dei paesi extra-europei, progetto illustrato dal curatore Beppi Chiuppani in una nota d&#8217;apertura, doveroso è però segnalare la scarsa qualità della traduzione, che risente di numerosi calchi dall&#8217;inglese ai limiti di quanto l&#8217;italiano sia in grado di tollerare (so-and-so quando è soggetto è «tal dei tali», non «così e così») e che in generale produce una serie di espressioni rugginose che non fanno onore al linguaggio fresco dell&#8217;originale. Espressioni come «sessualmente rilasciate» (sexually loose), «il segreto affare» (the secret affaire), «giusto» (just) anche quando il termine significa «proprio», «qual è l&#8217;uso?» anziché «a che serve?» (what is the use?), per non parlare della costante traduzione di African languages come «linguaggi africani», quando si tratta chiaramente di «lingue», rivelano una mancanza di accortezza e di cura che se non è propria del traduttore dovrebbe almeno essere responsabilità dell&#8217;editore.</div>
</div>
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		<title>Maria Antonietta Fontana</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 18:17:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Maria Antonietta Fontana è nata a Roma, dove ha studiato pianoforte con il M° Luciano Pelosi e Nicoletta Cimpanelli perfezionandosi con Marisa Candeloro, e laureandosi con lode e proposta di pubblicazione in Scienze Politiche alla Sapienza, specializzandosi nelle problematiche del diritto internazionale privato e in particolare della contrattualistica e dell’arbitrato con la Russia e i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sirente.wordpress.com&amp;blog=2854958&amp;post=288&amp;subd=sirente&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.sirente.it/9788887847277/rogers-ahmed-nagi.html"></a></p>
<p><a href="http://sirente.files.wordpress.com/2010/08/maf.jpg"><img class="size-full wp-image-289 alignleft" title="Maria Antonietta Fontana" src="http://sirente.files.wordpress.com/2010/08/maf.jpg?w=130&#038;h=97" alt="Maria Antonietta Fontana" width="130" height="97" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Maria Antonietta Fontana è nata a Roma, dove ha studiato pianoforte con il M° Luciano Pelosi e Nicoletta Cimpanelli perfezionandosi con Marisa Candeloro, e laureandosi con lode e proposta di pubblicazione in Scienze Politiche alla Sapienza, specializzandosi nelle problematiche del diritto internazionale privato e in particolare della contrattualistica e dell’arbitrato con la Russia e i Paesi dell’Est europeo.<br />
Ex funzionario dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro a Ginevra, New York e al BIT di Torino, ha poi svolto attività concertistica in formazioni di musica da camera; per dodici anni ha diretto una rivista internazionale di malacologia, per altri sei ha lavorato in diversi contesti in Università a distanza.<br />
Collabora assiduamente con il quotidiano <em>L’Opinione delle Libertà</em>, per cui scrive editoriali e recensioni discografiche, teatrali e letterarie. Collabora anche alla diffusione del carisma del Santuario di Notre-Dame de Montligeon, per cui cura la produzione dei testi in lingua italiana.<br />
Da anni lavora nel campo delle traduzioni tecniche (giuridiche ed economiche) e letterarie dal francese, inglese e russo. Nel suo futuro, la partecipazione (breve) ad un film, la collaborazione con una nuova casa cinematografica nel campo della produzione, e, forse, l’edizione dei suoi versi inediti.<br />
Ha due figli ed un nipote: la sua carriera (precoce) di nonna è incominciata da pochissimo, ma già con discreto successo…</p>
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		<title>Il libro dell&#8217;archetipo dedicato ai genitori e ai ragazzi</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 09:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arabone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#124; L&#8217;Opinione delle Libertà &#124; Sabato 15 maggio 2010 &#124; Maria Antonietta Fontana &#124; Eneida – laureata in Estetica, esperta di letteratura per ragazzi &#8211; studia da anni quello che lei definisce l“equivoco freudiano del mito di Edipo”. Tutta la mitologia antica, pre-edipica, corrispondente alla società matriarcale, si basa su una serie di unioni incestuose (a cominciare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sirente.wordpress.com&amp;blog=2854958&amp;post=279&amp;subd=sirente&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">| <a href="http://www.opinione.it/articolo.php?arg=14&amp;art=91917">L&#8217;Opinione delle Libertà</a> | Sabato 15 maggio 2010 | <a href="mailto:ma.fontana@hotmail.it">Maria Antonietta Fontana</a> |</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.sirente.it/9788887847260/l-amore-di-narciso-e-altri-racconti-eneida-topi.html"><img class="alignleft" style="margin-right:10px;border:black 2px solid;" title="L'amore di Narciso e altri racconti. Il libro dell'archetipo dedicato ai genitori e ai ragazzi : Eneida Topi" src="http://www.sirente.it/book/9788887847260.gif" alt="" width="100" height="158" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eneida_Topi">Eneida</a> – laureata in Estetica, esperta di letteratura per ragazzi &#8211; studia da anni quello che lei definisce l“equivoco freudiano del mito di Edipo”. Tutta la mitologia antica, pre-edipica, corrispondente alla società matriarcale, si basa su una serie di unioni incestuose (a cominciare dalle nozze di Zeus ed Hera) che erano invece vissute come perfettamente normali. Ed infatti, tra miti più e meno noti rivisitati nel libro, Eneida chiude il suo excursus con il mito di Arca – un mito dell’Albania sud-orientale, in cui il protagonista giunge come Edipo a sposare inconsapevolmente la propria madre ma, a differenza di Edipo, quando il fatto viene alla luce non subentra un senso di condanna e colpevolezza: è la sorte che ha giocato un brutto tiro ad Arca ed alla madre, ed i due superano la questione ricominciando una nuova vita separandosi: anzi, la madre procurerà al figlio-sposo una nuova sposa. Tuttavia, citando di nuovo la scrittrice, dobbiamo aver ben presente che “nel mito non si dice cosa è il bene e cosa è il male, cosa è giusto e cosa è sbagliato, ma si regalano gli strumenti per affrontare autonomamente tali problematiche”. Tenuta presente questa chiave di lettura, quest’opera si colloca chiaramente nel contesto di una valorizzazione e un’interpretazione delle radici culturali che ogni educatore dovrebbe attentamente recuperare e restituire.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Eneida, quale è stata la gestazione di <a href="http://www.sirente.it/9788887847260/l-amore-di-narciso-e-altri-racconti-eneida-topi.html">questo libro</a>? Come è nato?</strong><br />
Ho risalito sempre, dall’infanzia, l’origine dei fenomeni, degli accadimenti storici e politici e facendolo, mi stupivo per come la verità e la realtà fossero diverse da come apparivano in un primo momento. Analisi, ricerca di innumerevoli fonti e pazienza nel ricomporre un mosaico con molti pezzi mancanti per trovarsi illuminata dall’apparizione: la Verità, un’ epifania senza congetture politiche e sociali. L’argomento del mito è nato verso il 2000, quando mi trovai davanti alla figura di Edipo, e mi resi conto che Freud aveva costruito una teoria importante su informazioni non corrette. Indagai in tantissimi testi che confermarono l’errore di trovare in Edipo un eroe mitologico (Edipo invece è un eroe leggendario). Allora dedicai la mia tesi in filosofia morale alla ricerca dell’origine dell’errore di Freud. Strada facendo, incontrai una versione originale del mito del matrimonio con la madre. Rimasi affascinata. Dopo Edipo pensai di verificare se anche altri miti importanti fossero stati male interpretati nel corso della storia politica della società. In Narciso mi trovai davanti ad un equivoco ancora più grande di quello di Edipo. Infatti, <a href="http://www.sirente.it/9788887847260/l-amore-di-narciso-e-altri-racconti-eneida-topi.html">L’amore di Narciso</a> racconta la versione staccata dai pregiudizi della figura mitologica del dio fiore. Si viene a sapere che l’amore di Narciso per se stesso è un amore sano, l’autoinnamoramento che l’essere umano prova verso sé nei primi anni di vita. La morte di Narciso – il dio-fanciullo-fiore, il suo suicidio, rappresenta la morte dell’infanzia e la nascita dell’adulto. Io credo che raccontando i miti alle nuove generazioni la società del futuro sarebbe migliore per il semplice motivo che tutti gli archetipi sono una guida allo spirito, una scuola all’espressione tramite il pensiero. Oggi giorno quasi tutti pensano con le parole e non con il pensiero…</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Hai incontrato difficoltà nel proporlo agli editori per la pubblicazione?</strong><br />
Gli editori mi hanno risposto quasi tutti che l’opera è molto bella e interessante ma che non era prevista nel loro catalogo. Tutti la stessa frase, dalle più importanti case editrici alle meno: certi con molta gentilezza, e altri con rabbia e furore. Per non parlare di quelle case editrici che chiedono soldi in cambio della pubblicazione: si tratta di vere e proprie tipografie, e penso che stanno attentando alla vita dell’editoria e dei giovani autori… Ne conservo una interessante corrispondenza con i signori dell’editoria. Un responsabile di una nota casa editrice, forse era anche laureato, nel rispondere ha chiamato i miti “favole”. Poi ho incontrato “Il Sirente”, i giovani editori che mi hanno risposto dopo avere letto il libro. Hanno visto nel mio libro un valido progetto editoriale e ci hanno creduto, perciò hanno investito le loro risorse nella pubblicazione dei racconti dell’archetipo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quale è oggi il senso della rivisitazione del mito che tu ci proponi? Ha ancora un senso proporre allegorie psichiche apparentemente così lontane da noi per aiutarci a scoprire il nostro inconscio?</strong><br />
Ecco perché le cose non sono come appaiono! I miti e i loro archetipi, cioè, non solo il loro racconto ma di più il fenomeno che esso rappresenta, ci raccontano del futuro e non del passato. Gli archetipi sono il senso se mai dovesse esisterne uno. Finché le persone nasceranno, vivranno e moriranno, avranno bisogno di essere salvate dalla mancanza del senso che circonda il fenomeno della morte. L’archetipo non tiene conto del tempo, nasce e vive in ogni individuo involontariamente come tutte le altre funzioni fisiologiche.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Come un genitore di oggi può avvicinare i propri figli al mito, appassionandoli e non fuorviando la funzione che i miti stessi ricoprono?</strong><br />
In questo progetto educativo il genitore non ha il ruolo di educatore, anzi sarà lui stesso ad essere educato dal figlio, da quello che il bambino sa e l’adulto ha dimenticato da molto tempo. Nell’introduzione si parla a lungo di questo, si parla dello status del puer e del come l’adulto deve riconoscerlo e rispettarlo. I racconti sono stati concepiti come un vero linguaggio che darebbe vita al dialogo. Cioè, per avere un dialogo, serve che ci sia l’ascolto. Ecco come inizia un’esercitazione psicofisica all’ascolto: ascolta il bambino e ascolta l’adulto, ognuno comunica con l’altro dal proprio status. La piaga sociale, invisibile, del soliloquio (monologo) collettivo, tipico delle società che basano la loro prosperità nel consumo e nella vanità, appiattisce l’individuo e lo schiaccia sotto la depressione. Ecco perché il libro dell’archetipo parla del concetto del tempo, del consumo della vita e della capacità di produrre piacere e felicità. Questo naturalmente a livello sotterraneo, perché nella superficie rimane una narrazione divertente: si parla di un mondo in cui ogni albero nasconde una ninfa, ogni fiume o roccia ha i suoi abitanti magici, si racconta dei patti antichi tra uomini e dei, e con questo si creano le basi per avere una concezione politica della storia nell’individuo del futuro. Per non crescere sordi e ciechi ma attivi serve la conoscenza dei concetti basilari, e serve una messa in atto della capacità del giudizio in ogni individuo nei suoi primi passi. I ragazzi devono conoscere l’infanzia dell’Europa e del mondo stesso, gli adulti prenderanno una pausa dal loro calendario impegnativo e rimarranno affascinati dalla vita.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Quale sarà la tua prossima fatica letteraria?</strong><br />
Le fatiche sono altre. Scrivere letteratura è come estrapolare gioielli dalle cave del corpo, come rintracciare tesori che stanno in qualche abisso tra l’anima e la carne da chi sa quanto tempo. Sto scrivendo un romanzo. La protagonista si sente in trappola nella metropoli romana, sfugge allo zoccolo di ferro della collettività. Descrivo il rapporto sofferto tra un individuo e la società, l’antagonismo inconciliabile nei valori prestabiliti degli ultimi 60 anni. Sto cercando di delineare la fisionomia di colui che combatte per rimanere libero, in un sistema che ingloba tutto. Il sistema si nutre della libertà dei propri componenti. È arrivato il momento di sconvolgere il sistema e l’eroe ha il compito di riscrivere le regole…</p>
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		<title>alter’N’eco 2009 : Concerti, incontri, dibattiti per lo sviluppo sostenibile</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 21:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arabone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comune di Montefalcone nel Sannio Provincia di Campobasso alter’N’eco CONCERTI, INCONTRI, DIBATTITI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE   QUANDO Il 31 luglio e 1 agosto 2009, dalle 17.00 fino a notte fonda DOVE Al Lago Grande di Montefalcone nel Sannio – CB COME alter’N’eco propone due giorni di conferenze, dibattiti e tavole rotonde e due sere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sirente.wordpress.com&amp;blog=2854958&amp;post=268&amp;subd=sirente&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong>Comune di Montefalcone nel Sannio<br />
Provincia di Campobasso</strong></p>
<h1 style="text-align:center;">alter’N’eco</h1>
<p style="text-align:center;"><em>CONCERTI, INCONTRI, DIBATTITI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE</em></p>
<p style="text-align:center;"> <a href="http://www.sirente.it/comunicati-stampa/alterneco2009-cs.pdf"><img class="aligncenter" src="http://www.sirente.it/comunicati-stampa/alterneco2009-flyer.jpg" alt="" width="397" height="199" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><strong>QUANDO</strong><br />
Il 31 luglio e 1 agosto 2009, dalle 17.00 fino a notte fonda</p>
<p style="text-align:center;"><strong>DOVE</strong><br />
Al Lago Grande di Montefalcone nel Sannio – CB</p>
<p style="text-align:center;"><strong>COME</strong><br />
alter’N’eco propone due giorni di conferenze, dibattiti e tavole rotonde e due sere di concerti e dj set, promosso dall’Associazione Culturale Aria Nuova e con il patrocinio del Comune di Montefalcone nel Sannio e della provincia di Campobasso</p>
<p style="text-align:center;"><strong>CHI/CHE COSA</strong><br />
alter’N’eco è una manifestazione poliedrica in cui la riflessione sull’ambiente, sullo sviluppo sostenibile e sulle energie rinnovabili viene affiancata alla fruizione di musica rock del panorama indipendente italiano</p>
<p style="text-align:center;"><strong>PERCHÉ</strong><br />
alter’N’eco ha lo scopo di divulgare le informazioni necessarie sulle tematiche ambientali ed energetiche in ambito locale, affiancando l’attività di sensibilizzazione ambientale alla promozione di musica rock indipendente</p>
<p style="text-align:center;"><strong>PROGRAMMA</strong><br />
<strong>31 luglio 2009</strong><br />
17.00 – 20.00 Interventi sul tema “Per un piano energetico locale comune: quali proposte, quale futuro”<br />
22.30 – 01.00 WET VENUS e DADAMATTO in concerto<br />
01.00 – 03.00 Dj set<br />
<strong>1 agosto 2009<br />
</strong>17.00 – 20.00 Interventi sul tema “Ecologia ed economia. Cosa sono le energie alternative?”<br />
22.30 – 01.00 SOLI D’AGOSTO e ZEN CIRCUS in concerto<br />
01.00 &#8211; 03.00 Dj set</p>
<p style="text-align:center;">INFO: Giampiero Cordisco, tel.349 6704924 e-mail:alterneco2009@gmail.com<br />
UFFICIO STAMPA: Maruska Pisciella, tel.320 4047149 e-mail:maruskapisciella@yahoo.it</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://www.sirente.it/comunicati-stampa/alterneco2009-flyer.jpg">Flyer</a><br />
<a href="http://www.sirente.it/comunicati-stampa/alterneco2009-cs.pdf">Comunicato stampa</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sirente.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sirente.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sirente.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sirente.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sirente.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sirente.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sirente.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sirente.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sirente.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sirente.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sirente.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sirente.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sirente.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sirente.wordpress.com/268/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sirente.wordpress.com&amp;blog=2854958&amp;post=268&amp;subd=sirente&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Tatti Sanguineti presenta &#8220;Pensieri dal carcere&#8221; di Pierre Clémenti al DOC FEST, Roma</title>
		<link>http://sirente.wordpress.com/2008/11/16/tatti-sanguineti-presenta-pensieri-dal-carcere-di-pierre-clementi-al-doc-fest-roma/</link>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 20:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arabone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinema Sala Trevi]]></category>
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		<description><![CDATA[Martedì 18 novembre 2008, alle ore 20.30, sarà presentata a Roma una serata speciale dedicata al mitico Pierre Clémenti presso la Sala Trevi nell&#8217;ambito della rassegna di documentari Passaggio a Sud Est. Verranno presentati la traduzione italiana del libro &#8220;Pensieri dal carcere&#8221; e i film sperimentali Visa de censure n. X e New old. «Il suo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sirente.wordpress.com&amp;blog=2854958&amp;post=212&amp;subd=sirente&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>Martedì 18 novembre 2008, alle ore 20.30, sarà presentata a Roma una serata speciale dedicata al mitico Pierre Clémenti presso la Sala Trevi nell&#8217;ambito della rassegna di documentari <em>Passaggio a Sud Est</em>. Verranno presentati la traduzione italiana del libro &#8220;Pensieri dal carcere&#8221; e i film sperimentali Visa de censure n. X e </strong><strong>New old.</strong></p>
<blockquote><p><em>«Il suo libro è una testimonianza contro il codice penale italiano risalente al fascismo, contro il regime carcerario e la società repressiva, perché nelle celle ci sia più luce e umanità.» </em></p></blockquote>
<p style="text-align:justify;"><strong>Roma </strong>è la seconda tappa del tour italiano di presentazione dell&#8217;opera di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre_Clémenti">Pierre Clémenti</a> che si concluderà nel 2009, decennale dalla sua morte. Alla Sala Trevi, oltre all’editore saranno presenti il traduttore e <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=58220">Tatti Sanguineti</a>.</p>
<p style="text-align:center;">DOVE:<br />
<a href="http://www.mymovies.it/cinema/roma/6374/">Sala Trevi</a><br />
<a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Vicolo+del+Puttarello,+25,+Roma&amp;sll=41.850936,12.47563&amp;sspn=0.010581,0.019226&amp;g=Vicolo+del+Puttarello,+25,+Roma&amp;ie=UTF8&amp;z=16&amp;iwloc=addr">Vicolo del Puttarello, 25<br />
00187 Roma</a></p>
<p style="text-align:center;">PROGRAMMA:<br />
inizio ore 20,30 &#8211; ingresso gratuito<br />
<em>Presentazione di &#8220;Pensieri dal Carcere&#8221; di Pierre Clémenti</em><br />
Saranno presenti <strong>Simone Benvenuti </strong>(traduttore)<br />
Interviene <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=58220">Tatti Sanguineti</a></p>
<p style="text-align:center;">a seguire:<br />
<em>Prima italiana di due film appena restaurati interpretati e diretti dal grande attore francese<br />
</em><strong>Visa de censure n. X<br />
</strong>Francia, 1967-1975, 43’, Solo Musica<br />
<strong>New old</strong><br />
Francia, 1979, 63’, Solo Musica</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>IL LIBRO</strong>. « Il mattino del 24 luglio 1971 suonano all’appartamento romano di un’amica di Pierre Clémenti dove l’attore risiede. Suo figlio Balthazar, di cinque anni, apre la porta. È la polizia in borghese che viene a fare una perquisizione, ben sapendo quel che sta cercando: pochi grammi di cocaina e qualche briciola di haschisch. (Suo figlio dirà poi che era stata la polizia stessa a nascondere la cocaina sotto al letto dicendogli: «Non è nulla, riaddormentati»). Tutto porta a credere che il potere voglia creare un esempio clamoroso. L’arresto di Pierre Clémenti, star del cinema e al contempo icona della controcultura, fa grande scalpore. L’attore viene rinchiuso nella prigione di Regina Coeli sulla base di semplici sospetti, mentre nega di essere stato a conoscenza della presenza della droga nell’appartamento. Aspetterà otto mesi prima di essere giudicato. Condannato a due anni di reclusione, ottiene l’archiviazione in appello dopo diciotto mesi di detenzione. Pierre Clémenti ne uscirà segnato a vita. Il suo libro è una testimonianza contro il codice penale italiano risalente al fascismo, contro il regime carcerario e la società repressiva, perché nelle celle ci sia più luce e umanità. » [Balthazar Clémenti]</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">«La giustizia è lenta ed estenuante, e l’innocenza, se anche provata, soltanto ferita uscirà di prigione.» [Pierre Clémenti]</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Pubblicato per la prima volta nel 1973 e apparso nuovamente nel 2005 presso le edizioni Gallimard, il libro di Pierre Clémenti ripercorre attraverso riflessioni e flash narrativi l’esperienza carceraria dell’attore e regista: l’arresto, l’arrivo nel carcere di Rebibbia e poi in quello di Regina Coeli, l’incontro con l’umanità repressa e dimenticata, la cruda realtà delle rivolte e delle rappresaglie, l’annullamento spirituale ancor prima che fisico, l’ipocrisia del ceto dirigente italiano, il processo fino all’assoluzione definitiva che suonerà paradossalmente come una condanna.</p>
<p style="text-align:justify;">Per saperne di più sulla traduzione italiana &#8221;<a href="http://www.sirente.it/9788887847123/pensieri-dal-carcere-pierre-clementi.html">Pensieri dal carcere</a>&#8220; di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre_Clémenti">Pierre Clémenti</a> e conoscere le date delle presentazioni: <a href="http://www.sirente.it">www.sirente.it</a></p>
<blockquote><p><strong>Press:</strong><br />
Chiarastella Campanelli<br />
<a href="mailto:chiaraetoile@hotmail.com">chiaraetoile@hotmail.com</a> <br />
mob. +39 339 3806185</p></blockquote>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sirente.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sirente.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sirente.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sirente.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sirente.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sirente.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sirente.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sirente.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sirente.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sirente.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sirente.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sirente.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sirente.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sirente.wordpress.com/212/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sirente.wordpress.com&amp;blog=2854958&amp;post=212&amp;subd=sirente&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Norman Nawrocki presenta &#8220;Cazzarola!&#8221;</title>
		<link>http://sirente.wordpress.com/2008/10/31/norman-nawrocki-presenta-cazzarola/</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 08:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arabone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[anarchia]]></category>
		<category><![CDATA[Cazzarola!]]></category>
		<category><![CDATA[Editrice il Sirente]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Norman Nawrocki]]></category>
		<category><![CDATA[Rumeni]]></category>

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		<description><![CDATA[Presto Norman sarà in Italia a presentare il suo nuovo spettacolo: &#8220;Cazzarola! Anarchy &#38; Mussolini, the Roma &#38; Italy, today&#8221;. Ecco un&#8217;anteprima minacciosa&#8230;<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sirente.wordpress.com&amp;blog=2854958&amp;post=210&amp;subd=sirente&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Presto Norman sarà in Italia a presentare il suo nuovo spettacolo: &#8220;Cazzarola! Anarchy &amp; Mussolini, the Roma &amp; Italy, today&#8221;. Ecco un&#8217;anteprima minacciosa&#8230;</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://sirente.wordpress.com/2008/10/31/norman-nawrocki-presenta-cazzarola/"><img src="http://img.youtube.com/vi/5CBe5d6RtMg/2.jpg" alt="" /></a></span>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>L’Anarchico e il Diavolo fanno cabaret</title>
		<link>http://sirente.wordpress.com/2008/10/07/l%e2%80%99anarchico-e-il-diavolo-fanno-cabaret/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 14:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arabone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Press Nawrocki]]></category>
		<category><![CDATA[Editrice il Sirente]]></category>
		<category><![CDATA[L'Anarchico e il Diavolo fanno cabaret]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Antonietta Fontana]]></category>
		<category><![CDATA[Norman Nawrocki]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;OPINIONE n. 212 &#8211; 07-10-2008 di Maria Antonietta Fontana Quando ero bambina passavo ore a giocare con le matrioske che si trovavano ovunque ad Ostia, dove abitavo, per la presenza dei centinaia di emigranti dei Paesi dell’universo sovietico in attesa di raggiungere USA, Francia, Israele e Australia… Ebbene, leggere “L’anarchico e il diavolo fanno cabaret”, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sirente.wordpress.com&amp;blog=2854958&amp;post=206&amp;subd=sirente&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&amp;act=art&amp;edi=212&amp;id_art=8022">L&#8217;OPINIONE n. 212 &#8211; 07-10-2008</a><br />
di Maria Antonietta Fontana</em></p>
<p>Quando ero bambina passavo ore a giocare con le matrioske che si trovavano ovunque ad Ostia, dove abitavo, per la presenza dei centinaia di emigranti dei Paesi dell’universo sovietico in attesa di raggiungere USA, Francia, Israele e Australia… Ebbene, leggere “L’anarchico e il diavolo fanno cabaret”, opera pubblicata in versione italiana qualche mese fa a cura del Sirente mi ha riportato indietro di tanti anni, e ricreato la stessa impressione. Il primo impatto con il libro è particolarissimo, anche perché l’immagine appare in quarta di copertina, mentre la prima riproduce l’inizio del testo. La scelta editoriale mi è stata spiegata direttamente dall’editore. Il libro appartiene alla collana il “Sirente Fuori”. Secondo l’editore stesso, che cito testualmente, si tratta di una collana potenzialmente aperta che attraversa zone d’ombra, nascoste o marginali, zone di frontiera. Zone in senso geografico, in primis, attraverso la scoperta di opere e autori di riconosciuto valore, ma scarsamente o per nulla noti in Italia. Ogni opera di questa collana &#8211; e la scelta di pubblicarla &#8211; è da parte sua caratterizzata da un discorso particolare a livello di linguaggio e di contenuti: l’interesse ricade in particolare su lavori situati su un piano di rappresentazione surreale o fantastica e che si confrontano con il tema della marginalità, o, meglio, delle marginalità. La collana ha per questo una sua identità grafica, ispirata alla teoria borgesiana del libro circolare, con la prima pagina del libro in prima di copertina e l’immagine &#8211; foto, disegno o elaborazione grafica &#8211; in quarta. Duplice l’obbiettivo di questa scelta: ricordare al lettore che afferri per la prima volta il volume rigirandolo tra le mani la non univocità del reale e consegnare subito in faccia (e in mano) al lettore quella che speriamo essere la sua prossima avventura.</p>
<p>Ma torniamo al nostro libro di oggi. La narrazione di Norman Nawrocki, geniale autore e autentico uomo di spettacolo canadese-ucraino-polacco, come lui stesso ama definirsi (ma forse sarebbe proprio il caso di definirlo invece cittadino del mondo nel senso più ampio), è una matrioska letteraria. Il romanzo si porta avanti su tanti piani diversi, e tanti livelli diversi di emotività e approfondimento: da un lato, la narrazione di un tour di “Rythm Activism”, gruppo musicale anarchico con cui Nawrocki ha collaborato per vari anni. Dall’altro, la rievocazione di pagine buie di storia d’Europa, dalla presa del potere da parte dei nazisti alla resistenza polacca. E, in più, qua e là, dei gioielli nei gioielli: ritratti di personaggi vividissimi, tragici anche quando si parla di clown…ritratti ambientati in mille città europee, di persone comuni, che poi, gratta gratta, di comune hanno ben poco; scenette di vita familiare o cittadina, leggende. Miti trasferiti da un’epopea senza tempo ad un presente che è anch’esso favola e sogno, ma più spesso incubo tormentoso cui non si sfugge. È una ridda di situazioni, ma soprattutto di odori e fetori, malanni, sporcizia e disordine esteriore che corrispondono però ad una sfrenata ed appassionata ricerca del proprio sé, di una coerenza rivendicata nel nome della libertà di espressione e di coscienza che deve essere patrimonio di tutti i popoli e di tutte le epoche, e che a maggior ragione è patrimonio supremo degli artisti.</p>
<p>Il libro è così ritmicamente incalzante, così composito, così vivo, e soprattutto, così permeato di musica (la più varia, fuori di ogni etichettatura e di ogni appartenenza geografica o di genere) da risultare praticamente impossibile da descrivere, se non banalizzandolo enormemente: cosa che, per questo, eviterò accuratamente di fare. Ne consiglio però vivamente la lettura, purché si affronti il testo con spirito libero e privo di pregiudizi. Ho avuto la fortuna di incontrare Norman &#8211; che adesso effettua i suoi tour da solo &#8211; più di una volta; così come più di una volta ho assistito ai suoi spettacoli, che si segnalano per una trasgressione intelligente e colta. Mai come nel suo caso, la scrittura, la parola, la musica sono un tutt’uno. Leggere il libro dopo avere assistito agli spettacoli è rituffarsi in un vortice di simpatia e di provocazione sottile. La coscienza politica viene sollecitata, la coscienza civica anche…e alla fine di una serata indimenticabile così come alla fine della lettura del libro, scopriamo che in testa si fanno largo nuovi pensieri che non sapevamo neanche di possedere… Lo rivedremo presto in Italia, spero. Nell’ultimo tour in Canada ha portato in giro uno spettacolo in cui gioca da solo più ruoli: un anarchico che nel 1926 cercò di assassinare Mussolini, Gino Lucetti; un senatore di destra del Nord Italia; ed un ragazzo italiano innamorato di una ragazza zingara. Questi personaggi si ritrovano tutti nella sua ultima fatica letteraria, cui sta lavorando da tempo, dal titolo “Cazzarola!”. Il libro è un romanzo storico, contemporaneo, romantico e politico al tempo stesso, che si incentra sulla vita e le vicissitudini di una famiglia italiana dal 1880 al 2008. Norman ne sta ultimando la prima stesura proprio in questi giorni. Per chi desideri farsene un’idea, rimandiamo ai siti <a href="http://citoyen.onf.ca/blogs/category/les-actualites/">http://citoyen.onf.ca/blogs/category/les-actualites/</a> oppure <a href="http://www.dailymotion.com/relevance/search/cazzarola">http://www.dailymotion.com/relevance/search/cazzarola</a>.<br />
Chi sia interessato invece al libro “L’anarchico e il diavolo fanno cabaret”, può ordinarlo attraverso il sito dell’editore <a href="http://www.sirente.it/">www.sirente.it/</a> al prezzo di 12,50 euro.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sirente.wordpress.com/206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sirente.wordpress.com/206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sirente.wordpress.com/206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sirente.wordpress.com/206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sirente.wordpress.com/206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sirente.wordpress.com/206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sirente.wordpress.com/206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sirente.wordpress.com/206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sirente.wordpress.com/206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sirente.wordpress.com/206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sirente.wordpress.com/206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sirente.wordpress.com/206/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sirente.wordpress.com/206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sirente.wordpress.com/206/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sirente.wordpress.com&amp;blog=2854958&amp;post=206&amp;subd=sirente&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>LUCCA FILM FESTIVAL: Immagini resistenti. Il piacere di scoprirle</title>
		<link>http://sirente.wordpress.com/2008/10/05/lucca-film-festival-immagini-resistenti-il-piacere-di-scoprirle/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 22:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arabone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Piccino]]></category>
		<category><![CDATA[Editrice il Sirente]]></category>
		<category><![CDATA[Il Manifesto]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca Film Festival]]></category>
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		<category><![CDATA[Pierre Clémenti]]></category>

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		<description><![CDATA[IL MANIFESTO &#8211; 03/10/2008 di Cristina Piccino «Non è tempo di abbassarci ma di essere pronti a cantare la nostra nota più bella». Questa frase racconta bene Jonas Mekas, ci dice della sua passione per la musica, l&#8217;altro grande amore insieme al cinema, con l&#8217;accordeon che si porta dietro ovunque in giro per il mondo. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sirente.wordpress.com&amp;blog=2854958&amp;post=204&amp;subd=sirente&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/03-Ottobre-2008/art58.html"><em>IL MANIFESTO &#8211; 03/10/2008</em></a><br />
<em>di Cristina Piccino</em></p>
<p>«Non è tempo di abbassarci ma di essere pronti a cantare la nostra nota più bella». Questa frase racconta bene Jonas Mekas, ci dice della sua passione per la musica, l&#8217;altro grande amore insieme al cinema, con l&#8217;accordeon che si porta dietro ovunque in giro per il mondo. E dell&#8217;energia di questo geniale artista, oggi ottantaseienne (è nato nel 1922 a Semeniskiai, in Lituania) , capace di suonare per gli amici alle ore della notte più strampalate senza mai dire che è tempo di dormire. Jonas Mekas sarà uno dei protagonisti al prossimo Lucca film festival (10-18), piccola e assai agguerrita zona libera dell&#8217;immaginario, di quelle che oggi in Italia è sempre più difficile fare con le smanie di «tappeti rossi» &#8211; o come si dice «red carpet» &#8211; e le censure preventive che fioccano da ogni parte. Nell&#8217;intervista che apre il catalogo, una conversazione tra Mekas e Pip Chodorov, anche lui regista, ideatore di una magnifica collana di home-video, la parigina Re: voir , leggiamo in una domanda sul New American Cinema, al quale Mekas ha partecipato, come del resto tutta la scena della ricerca più sperimentale: « Vedo il New American Cinema come un giovane albero, una persona giovane, di quindici o diciassette anni, molto ribelle e che non si fida dei genitori. Poi questa persona cresce, arriva ai quaranta, cinquanta, sessant&#8217;anni, ma nell&#8217;armadio ha ancora oggetti e ricordi di quando aveva dieci anni &#8230; Il cinema di oggi negli Stati uniti ha incorporato come in ogni altro luogo le conquiste linguistiche, tematiche, tecnologiche, linguistiche degli anni Sessanta, ed è completamente da qualche altra parte&#8230; Lo stesso vale per me anche se qualunque cosa faccia ora inizia molto, molto tempo fa &#8230;». Mekas in Lituania è tornato solo poco tempo fa, arrivò in America con i molti profughi della seconda guerra mondiale da un campo di concentramento insieme al fratello Adolfas, e lituano era anche Maciunas, tra i fondatori di Fluxus, movimento di cui Mekas è stato tra i protagonisti &#8230; Sono molte storie ma la cosa più bella è che Mekas continua a stupire, pur lavorando spesso con materiali della sua vita, anche passata, quei diari filmati in diversi formati che raccontano un tempo, un&#8217;utopia, forse qualcosa di più. E insieme c&#8217;è la sua capacità di essere nel presente, coi più giovani, ragazzi che crescono al suo cinema, al Film Archive, la sala che cura nell&#8217;East Village newyorkese, e che in questa relazione e scambio di esperienze, conquistano una sensibilità speciale (è uno dei massimi difetti del nostro cinema l&#8217;incapacità di guardare alla ricerca e alla sperimentazione). Mekas aprirà con Birth of a nation (&#8217;97) il festival, centossessanta ritratti &#8211; «schizzi» li definisce &#8211; di filmmaker indipendenti, d&#8217;avanguardia e attivisti fra il &#8217;55 e il &#8217;95. Il titolo è perché il cinema indipendente &#8211; come dice Mekas &#8211; è in sé stesso una nazione. Ci sarà anche una mostra, alla Fondazione Ragghianti, coi suoi lavori. Mekas però non è il solo ospite. Gli omaggi inanellano i nomi di Shane Meadows e di Kiyoshi Kurosawa, e soprattutto un omaggio a Pierre Clementi, attore, regista, ispiratore del Sessantotto italiano, spesso Bernardo Bertolucci ha raccontato che era lui a portare le invenzioni del Maggio francese a Roma quando giravano Partner . Sarà anche per questo che Clementi nell&#8217;Italia che amava finì in galera con un&#8217;accusa di droga, sicuramente montata, e ci restò anni aspettando un giudizio che non arrivava mai. Scrisse di quei giorni terribili e assurdi in un bel libro che il festival ripropone ( Pensieri dal carcere , nell&#8217;edizione francese Quelques messages personnels , Gallimard). A ricordarlo ci saranno il figlio, Balthazar, gli amici come Marc&#8217;o con cui Clementi aveva girato Les Idoles , Pierre Kalfon, Franco Brocani (e avere la possibilità di ascoltarli tutti insieme è di per sé un&#8217;occasione magica). Si vedranno i film di Clementi cineasta, molto difficilmente fruibili in Italia, come Visa de Censure n. X (1967) , quelli come attore ( Necropolis di Brocani, Porcile , Les Idoles ) ma soprattutto una serie di filmati inediti che il festival ha recuperato grazie al lavoro del laboratorio di restauro dell&#8217;università di Udine e del Dams di Gorizia. Mostrano il set di Les Idoles o una vacanza a Positano in cui c&#8217;è anche Philippe Garrel. Sono immagini personalissime, quasi degli home movie, dove però scorre ugualmente il senso di un&#8217;epoca.</p>
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		<title>Pierre Clémenti al Lucca Film Festival</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 20:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arabone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Editrice il Sirente]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca Film Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri dal carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Pierre Clémenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ore 17.50 OMAGGIO A PIERRE CLÉMENTI Incontro con Balthazar Clémenti, Marc’O, Jean-Pierre Kalfon, Bulle Ogier, Catherine Libert, Antoine Barraud, Giulio Bursi a seguire Presentazione del libro Pensieri dal carcere di Pierre Clémenti, a cura della Casa Editrice Il Sirente VISA DE CENSURE N°X (Pierre Clémenti, Fr, 1967, sonorizzato nel 1975, 43’) BOBINA 10 &#8211; Inedito [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sirente.wordpress.com&amp;blog=2854958&amp;post=202&amp;subd=sirente&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ore 17.50 OMAGGIO A PIERRE CLÉMENTI</p>
<p>Incontro con Balthazar Clémenti, Marc’O, Jean-Pierre Kalfon, Bulle Ogier, Catherine Libert, Antoine Barraud, Giulio Bursi</p>
<p>a seguire</p>
<p>Presentazione del libro Pensieri dal carcere di Pierre Clémenti, a cura della Casa Editrice Il Sirente</p>
<p>VISA DE CENSURE N°X (Pierre Clémenti, Fr, 1967, sonorizzato nel 1975, 43’)<br />
BOBINA 10 &#8211; Inedito (Pierre Clémenti, Fr, col, 3’)<br />
BOBINA 27 &#8211; Inedito (Pierre Clémenti, Fr, col, 27’)</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:-4.1pt;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;" lang="FR">Il Lucca Film Festival è felice di poter dedicare questo omaggio a <strong>Pierre Clémenti</strong>, un artista che forse meglio di tutti rappresenta il nostro giovane festival, esponente come attore del cinema ‘più importante’ – ma mai schiavo delle sue logiche &#8211; e al contempo grande sperimentatore come film-maker, lavoratore e costruttore instancabile delle proprie visioni, dei propri sogni di amore e libertà.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:4.9pt;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;" lang="FR">Grazie al figlio Balthazar e alla sua stessa passione per l’opera di suo padre, siamo riusciti a realizzare e presentare quello che ci auguriamo sia uno sguardo ampio sull’arte, la vita e il cinema di Clémenti. Uno sguardo che poi diviene unico, con la possibilità di assistere per la prima volta in assoluto alla proiezione di parte dei suoi film realizzati in 16mm e rimasti incompiuti, film unici, veri e propri documenti che vanno dalla semplicità di un ritratto di famiglia alla più alta elaborazione tecnica, film che siamo riusciti a recuperare, restaurare, archiviare e sottrarre così a un sicuro e irreversibile danneggiamento. Tutto questo sarà accompagnato dalla proiezione del suo film invece compiutissimo, e forse più rappresentativo del suo modo di fare cinema, <em>Visa de Censure n.X, </em>e di alcuni film che lo vedono nella veste più conosciuta di attore e che, a nostro parere, riescono meglio di altri a comunicarci la sua grandezza : <em>Necropolis (Franco Brocani), Porcile (P.P.Pasolini) </em>e<em> Les Idoles (Marc’O).</em></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:4.9pt;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;" lang="FR">Inoltre coglieremo l’occasione per presentare il libro <em>Pensieri dal carcere (Ed. Il Sirente), </em>scritto da Pierre Clémenti durante il periodo di reclusione trascorso a Roma,<span> </span>una sorta di diario, di memorie in cui si affronta il tema del carcere e allo stesso tempo si ripercorrono alcuni episodi cruciali per la vita e la carriera cinematografica di Clémenti. A questo tributo, che avrà inizio il 16 ottobre alle ore 17.30 e rientra nel quadro più ampio della rassegna cinematografica <em>Lucca Film Festival 2008</em>, parteciperanno lo stesso Balthazar Clémenti, Marc’O, Franco Brocani, Jean-Pierre Kalfon e Bulle Ogier. Siamo davvero molto felici di poter rendere omaggio proprio qui, nell’Italia che lui amava tanto e in cui ha trascorso gran parte della sua vita, </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:4.9pt;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;" lang="FR">a testimonianza di un amore reciproco, a Pierre Clémenti attore, cineasta, scrittore.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><strong><span style="font-size:10pt;" lang="FR"></span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;" lang="FR">Andrea Monti</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;" lang="FR"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:11pt;" lang="FR"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:11pt;" lang="FR"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;" lang="FR"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;" lang="FR">Da una lettera di Clémenti scritta dal carcere a Franco Brocani :</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><strong><span style="font-size:10pt;" lang="FR"></span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><em><span style="font-size:10pt;" lang="FR">Caro Franco, ti ringrazio per la tua lettera gentile.<br />
Sto bene e Regina Coeli ha degli odori di chiostro che amo molto.<br />
Vivo da solo in una cella e come un monaco sto imparando a parlare con Dio.<br />
Leggo. Faccio della pittura. Lascio che l’illusione mi invada e i pensieri mi trasportano là dove la libertà non subisce alcuna incarcerazione. Dalla notte oscura in cui ero immerso fin dai primi giorni, il sole mi ha fatto visita. Ed ora la mia anima si è abituata a questa grande purificazione, e ho dentro una gran gioia di provare questa esperienza senza prezzo. La messa in luce della coscienza imprigionata nella tomba. Le porte un giorno si apriranno e molte cose in me saranno cambiate. La Bilancia della giustizia di Minerva è giusta, ed è per questo che la speranza di uscire presto non mi dà né gioia né pena. Il tempo resta sospeso dietro le sbarre, solo le stagioni annunciano un soffio nuovo che l’Anima Umana sente fisicamente. La tua lettera mi ha causato grande gioia. Non sono molti i veri amici. Qui, con l’isolamento, la presenza del passato si fissa in un eterno presente e la tua immagine si presenta spesso ai miei occhi. Penso a Attila, alle sue orde di barbari animati dal soffio divino. Penso alla fine certa e la morte dell’imperialista americano. Penso al mondo nuovo che sorgerà da questa liberazione. Penso alle nuove generazioni che saranno liberate da questo flagello. Penso al PARADISO come a una Terra Promessa.<br />
</span></em></span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><em><span style="font-size:10pt;" lang="FR">Penso al nostro film.<br />
Penso alla felicità dell’Umanità.<br />
Penso all’Anarchia dei nostri pensieri.<br />
Penso all’Amore.<br />
Penso alla gioia di essere qui.<br />
Penso…penso…penso…alla Libertà.<br />
Vi abbraccio,</span></em></span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><em><span style="font-size:10pt;" lang="FR">Pierre</span></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:11pt;" lang="FR"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:11pt;" lang="FR"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:11pt;" lang="FR">VITA DI PIERRE CLEMENTI</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:11pt;" lang="FR"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" align="justify"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;" lang="FR">Pierre Clémenti nasce a Parigi il 28 settembre 1942, da padre sconosciuto e madre di origine corsa che fa la custode. Trascorre un’infanzia difficile tra famiglie a cui viene affidato e una madre incapace di occuparsi di lui, sommersa dalla difficoltà materiali. A 13 anni è mandato in casa di correzione, dove incontra un educatore che gli fa scoprire la poesia. Di ritorno a Parigi, l’adolescente vive di piccoli lavori.<br />
Nel 1957 Pierre fa la conoscenza di Eugène Ionesco, Samuel Beckett, Edgar Varèse e l’attore francese Roger Blin, incontri determinanti per la sua futura carriera da attore. Il ragazzo, dall’atteggiamento beatnik e apparentemente fragile, frequenta Saint Gérmain des Prés, dove la sua bellezza e il suo charme mietono vittime. Inizia come attore in alcuni lavori di Michel Deville.<br />
Ma presto Alain Delon presenta il giovane attore a Visconti. Impressionato, il regsta gli affida il suo primo ruolo da leggenda : il figlio del principe Salina ne Il Gattopardo. Rientrato a Parigi, gli viene segnalato il lavoro di Marc’O, che ricerca e mette in pratica un nuovo rapporto tra gli attori e la scena.<br />
Entusiasta, Pierre Clémenti si lancia in questa avventura teatrale di avanguardia a fianco di un gruppo di giovani attori che presto diventeranno celebri come Bulle Ogier e Jean-Pierre Kalfon.<br />
Nel 1965, Pierre sposa Margareth. Loro figlio Balthazar nasce in luglio.<br />
Nel 1966 è uno degli ‘idoli’ nel grande film di Marc’O <em>Les Idoles, </em>opera musicale anti-starsystem che diviene presto culto e riferimento per tutta la ricerca teatrale, e che annuncia il 1968.<br />
Poi Luis Bu</span><span style="font-size:10pt;" lang="FR">ñuel gli affida un ruolo molto importante in <em>Belle de Jour, </em>a fianco di Catherine Deneuve. Diviene presto una vedette del cinema. Proprio in questo periodo acquista una camera 16mm e comincia a realizzare i suoi film. Girerà molto materiale anche durante le riprese di <em>Patner </em>di Bertolucci.<br />
Fedele alle sue convinzioni, Pierre rifiuta di fare film che non giudica interessanti, distribuisce i suoi cachet ai clochard e vive in una camera da poco. Dal 1969 al 1971 lavora in moltissimi film, concedendosi senza riserve a registi esigenti come Pasolini, Rocha, Jancs</span><span style="font-size:10pt;" lang="FR">ó, Garrel, ritrovando Bu</span><span style="font-size:10pt;" lang="FR">ñuel ne <em>La via lattea </em>e Bertolucci in <em>Il Conformista. </em>In Italia Pierre frequenta il piccolo popolo romano, la gioventù in rivolta, gli hippies e l’estrema sinistra. Nel luglio del 1971 viene arrestato a Roma per detenzione e consumo di stupefacenti. Condannato a due anni di prigione, è incarcerato a Regina Coeli, da dove uscirà dopo 18 mesi per insufficienza di prove. Esce da questa esperienza traumatizzato, segnato per sempre.<br />
Nel 1973 Pierre Clémenti pubblica <em>Pensieri dal carcere,</em> vera e propria<span> </span>requisitoria contro l’ingiustizia e le condizioni dell’incarcerazione. Questa testimonanzia traccia anche gli episodi essenziali della sua vita e della sua carriera folgorante. Sposa Nadine Hermand. Nascita del figlio Valentin.<br />
Pierre partecipa allo spettacolo <em>Héliogabale </em>di Maurice Béjart. L’attore ricerca più che mai dei progetti sperimentali. Nel 1975 il cineasta sonorizza <em>Visa de Censure n°X, </em>girato nel 1967, e realizza <em>New Old, </em>film saggio sulla sua vita e il suo lavoro. Nel 1992 realizza la pièce <em>Cronaca di una morte ritardata, </em>monologo di un angelo decaduto che racconta la sua discesa agli inferi.</span><span style="font-size:10pt;" lang="FR"><br />
Pierre Clémenti, in seguito a un cancro, si spegne a Parigi il 27 dicembre 1999, a 57 anni.</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;" lang="FR"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:11pt;" lang="FR"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:11pt;" lang="FR"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;" lang="FR"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-right:1cm;"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><span style="font-size:9pt;" lang="FR"><strong>Per maggiori informazioni :</strong></span></span><br />
<span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><strong><span style="font-size:9pt;">LUCCA FILM FESTIVAL 2008</span></strong><span style="font-size:9pt;"></span><br />
<strong><span style="font-size:9pt;">Associazione Vi(s)ta Nova</span></strong><br />
<span style="font-size:9pt;">Via del Tiro a Segno trav. IV, n.17<br />
55100 Lucca – Italia<br />
Tel +39 0583 390 597<br />
Fax +39 0583 583 204<br />
<a href="mailto:info@vistanova.it"><span lang="EN-GB">info@vistanova.it</span></a></span><span style="font-size:9pt;"><br />
<a href="http://www.vistanova.it/">www.vistanova.it</a></span></span><br />
<span style="font-size:9pt;"><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><a href="http://www.myspace.com/luccafilmfestival">www.myspace.com/luccafilmfestival</a></span></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sirente.wordpress.com/202/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sirente.wordpress.com/202/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sirente.wordpress.com/202/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sirente.wordpress.com/202/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/sirente.wordpress.com/202/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/sirente.wordpress.com/202/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/sirente.wordpress.com/202/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/sirente.wordpress.com/202/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sirente.wordpress.com/202/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sirente.wordpress.com/202/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sirente.wordpress.com/202/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sirente.wordpress.com/202/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sirente.wordpress.com/202/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sirente.wordpress.com/202/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sirente.wordpress.com&amp;blog=2854958&amp;post=202&amp;subd=sirente&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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